LA BISBETICA DOMATA

AMANDA SANDRELLI
DAL 10 AL 13 DICEMBRE 2026

LA BISBETICA DOMATA

AMANDA SANDRELLI

DAL 10 AL 13 DICEMBRE 2026

 

10

DICEMBRE
GIOVEDÌ ORE 21

BIGLIETTI

11

DICEMBRE
VENERDÌ ORE 21

BIGLIETTI

12

DICEMBRE
SABATO ORE 21

BIGLIETTI

13

DICEMBRE
DOMENICA ORE 16

BIGLIETTI

Lo spettacolo

Caterina de La bisbetica domata è un personaggio che incarna un’ambiguità affascinante, un paradosso che la rende molto più complessa di una semplice “dama addomesticata”. La sua figura si presenta come un groviglio di contraddizioni: antipatica e intransigente, a tratti sboccata e con posizioni integraliste, qualcuno la definirebbe persino pazza. Eppure, sotto questa corazza, si cela una profonda libertà, un’adolescenziale e romantica aspirazione a un mondo in cui il matrimonio sia un atto d’amore, non una transazione sociale.
Nella Padova shakespeariana de La bisbetica domata l’ambiguità non è prerogativa esclusiva di Caterina. Tutti i protagonisti sono segnati da colpe, intrappolati in una rete di ipocrisie e convenzioni sociali. In una società profondamente maschilista come quella inglese di fine Cinquecento, l’immagine di una Caterina “addomesticata” poteva apparire, all’epoca, come un personaggio comico e la commedia come un edificante lieto fine. Tuttavia, la prospettiva è radicalmente mutata. Oggi, la rappresentazione de La bisbetica domata non suscita più un senso di edificazione o di lieto fine. La sofferenza di Caterina non è più fonte di riso, ma un’esperienza dolorosa e angosciante, pianificata fin dalle prime battute di Petruccio. Lui non è un uomo che cerca di conquistare una donna, ma un dominatore che mira a piegare una ricca e desiderabile preda, sapendo esattamente come farlo, con la forza o con l’inganno. Durante la rappresentazione, tra risate, travestimenti e dichiarazioni d’amore, si cela una violenza che raggiunge livelli da incubo. Ma il vero orrore si consuma dietro le quinte, in un luogo inaccessibile agli spettatori.
Quando la porta si chiude, non arriva nessun principe azzurro a salvare Caterina. Lei piega la testa, ridotta a una creatura sottomessa, un “cagnolino” privato della sua forza e della sua identità. Di Caterina, quella ragazza ribelle e passionale che sognava l’amore, non rimane che un’ombra. La commedia, in fondo, è solo una maschera dietro cui si cela una realtà ben più oscura e disturbante. La sua “addomesticazione” non è una vittoria, ma una sconfitta, una perdita irreparabile di sé. E la risata, in questo contesto, suona come un’amara beffa. La vera domanda non è se Caterina sia stata addomesticata, ma a quale prezzo.

Cast e produzione

di
William Shakespeare

traduzione e adattamento
Francesco Niccolini

con
Amanda Sandrelli

e con
Maurizio Zacchigna
Giuliana Colzi
Andrea Costagli
Adriano Giraldi
Riccardo Naldini
Marzia Postogna

regia
Roberto Aldorasi

scene
Francesco Esposito

musiche a cura di
Elena Nico

costumi
Giuliana Colzi

produzione
La Contrada Teatro stabile di Trieste